Caratteristiche e Proprietà

/
/
Caratteristiche e Proprietà

Le caratteristiche del legno

Chimicamente il legno è costituito da cellulosa (50-60%), polisaccaride che prevale nei tessuti giovani, lignina (20-30%), prodotto incrostante abbondante negli strati più vecchi del legno, sostanze minerali, acqua (40% nel legno fresco), (15% in quello stagionato) e eventualmente da tannino, gomme, resine, etc.
Tecnicamente i legnami si dividono in due gruppi: uso industriale, i quali comprendono legni concianti, legni tintori, legni odorosi, legni medicinali, legni da cui vengono estratte resine, legni usati nella preparazione della cellulosa, etc.
E da lavoro, invece, che sono usati per le loro proprietà tecniche (durezza, compattezza, omogeneità, lavorabilità, resistenza alla trazione, alla compressione, alla torsione). A loro volta, i legnami da lavoro, sono costituiti da: legnami da costruzione, molto duri, resistenti agli agenti atmosferici e all’attacco delle muffe e degli insetti. Sono usati per la costruzione di ponti, impalcature, costruzioni navali, armature, traversine ferroviarie, pali telegrafici. Legnami da opera, resistenti e lavorabili, sono usati nelle falegnamerie. Legnami da intaglio, utilizzati per scopo ornamentale ed artistico. Legnami da ebanisteria, duri, di bell’aspetto e di facile pulimentatura. Questi servono per produrre mobili di lusso e per impiallacciature. Legnami per strumenti musicali con particolari proprietà di risonanza.

I legnami infine, si possono classificare anche in altri modi: per provenienza, i quali comprendono legnami resinosi (larice, pino, abete), latifoglie (pioppo, castagno, betulla, noce, faggio, frassino), e legnami esotici (mogano, teak, palissandro, ebano). Per durezza, legnami duri (quercia, olmo, noce, ciliegio), legnami dolci o teneri (abete, betulla, tiglio, pioppo). Per impiego, legnami da pregio (noce, acero, mogano, mansonia), legnami da operalegnami adatti all’industria della sfogliatura o del compensato (pioppo, betulla, faggio), legnami da impiallacciatura (noce, mogano, mansonia), legnami adatti alla produzione di cellulosa e di pasta di legno (pioppo, abete, eucalipto), e legnami adatti alla produzione di pannelli fibrosi e truciolati.

 

Le proprietà fisiche del legno

Le principali proprietà fisiche del legno sono: il colore, l’odore, il disegno, il ritiro o la dilatazione, e la massa.
I colori del legno sono vari e ad ognuno corrisponde una determinata tipologia. Al bruno equivalgono il noce, il castagno e il quercia; al rossastro il larice, il tasso e i legni tropicali; al giallo il gelso, e infine al nero l’ebano.
Ogni tipologia di legno ha un odore caratteristico, che dipende dai compositori volatili dei succhi, degli oli, e delle resine. L’odore può essere percettibile inizialmente e cioè con legno fresco, oppure persistere fin dopo la stagionatura. Questo dipende dal tipo.
Il disegno del legno invece, è condizionato dalla lucentezza, dalla grana e dalla venatura di quest’ultimo. Queste caratteristiche dipendono a loro volta dalla tipologia di taglio che subisce il legno, che possono essere di tipo longitudinale, di tipo radiale e di tipo trasversale. Infine se il legno deve essere impiegato per fini estetici, si evidenziano i disegni più belli e appariscenti.
Il legno è continuamente soggetto a ritiro (o contrazione) per perdita di umidità, e a dilatazione (o rigonfiamento) per assorbimento della stessa. Contrazione e rigonfiamento variano in ogni tipo di albero, a seconda del senso in cui avvengono.
Per concludere, l’ultima proprietà fisica del legno è la massa, che varia a seconda del tipo e del grado di umidità presente in esso.
                                                                                                                                                                                                                                                        

Proprietà meccaniche:

Le proprietà meccaniche indicano la resistenza di un legname sottoposto a trazione, compressione, flessione, etc…; questa resistenza varia a seconda della direzione degli sforzi: direzione assiale (lungo le fibre), direzione radiale (perpendicolari agli anelli annuali), direzione tangenziale (tangente agli anelli annuali).

  • Resistenza alla compressione: un provino sollecitato in direzione assiale resiste più a lungo, a differenza delle altre due direzioni.
  • Resistenza alla trazione: il legname resiste bene alla trazione, purché venga sollecitato in direzione assiale. Questa resistenza è due-tre volte superiore alla comprensione.
  • Resistenza alla flessione: a questa sollecitazione vengono sottoposte le travi: le fibre superiori della tavola si accorciano, sottoposte a una compressione; quelle inferiori, contrariamente, si allungano, sottoposte a trazione, le fibre di mezzo si incurvano.
  • Elasticità: è una proprietà posseduta da alcuni legnami, consiste nel potersi curvare e riprendere la forma primitiva senza spaccarsi.
  • Durezza: è una proprietà che consiste nella resistenza alla penetrazione di un corpo esterno. In base a ciò i legnami si classificano in: duri o forti (quercia, noce, olmo, ciliegio, faggio) e in dolci o teneri (abete, pioppo, betulla, tiglio).

Proprietà tecnologiche:

  • Fendibilità: è una proprietà che consiste nel fendersi, cioè spaccarsi sotto l’azione di un cuneo, nel senso delle fibre.
  • Flessibilità o curvabilità: è una proprietà che consiste nel lasciarsi incurvare sotto una forza gradualmente crescente e mantenere tale curvatura anche al suo cessare. Questa proprietà è maggiore nel legno verde.
  • Attitudine al pulimento: è una proprietà secondo la quale i legnami, sottoposti alla leviatura, ottengono una superficie liscia. In genere tutti i legni duri hanno questa proprietà.
  • Attitudine al taglio: è una proprietà di un legno di lasciarsi incidere da un utensile (sega, pialla, scalpello), asportando il materiale sotto forma di truciolo. Questa proprietà varia a seconda della direzione del taglio: è maggiore nel senso longitudinale alle fibre, minore nella direzione ad esse perpendicolari.

 

Difetti del Legno

I difetti che il legno può rappresentare sono i seguenti, raggruppati secondo la causa d’origine:

  • Difetti dovuti ad agenti atmosferici (vento e gelo): provocano sfaldature interne dovute alla precoce morte di gruppi di tessuto, pena l’indebolimento delle difese della pianta.
  • Difetti dovuti ai rami: i rami, aventi un andamento diverso dell’asse principale del fusto, presentano gruppi di tessuti diversamente orientati; si vengono così a creare al taglio i cosiddetti nodi del legno, particolarmente dannosi, che provocano distorsioni del legno in opera. I nodi del legno possono però in alcuni casi costituire un pregio; nella radice il diverso e irregolare andamento di alcuni gruppi di tessuti forma dei suggestivi disegni ampiamente sfruttati dai mobilieri a scopo decorativo.
  • Difetti dovuti a una cattiva stagionatura: le tavole possono imbarcarsi, curvarsi o svergolarsi.
  • Difetti dovuti ad agenti patogeni (funghi e insetti): i funghi provocano il disfacimento di gruppi di cellule, gli insetti scavano “gallerie” all’interno della massa legnosa, intaccandone la resistenza.
  • Atro: un difetto nella costituzione del legno è la cipollatura (il distacco parziale o totale tra due o più anelli).

Start typing and press Enter to search

Shopping Cart

Nessun prodotto nel carrello.